Si è appena conclusa la 43ª edizione di Automotoretrò, il salone che ha ormai trovato la sua “seconda giovinezza” tra i padiglioni di Parma dopo lo storico trasferimento da Torino. Quest’anno la kermesse non è stata solo un’esposizione di lamiera e motori, ma un vero viaggio emozionale che ha saputo mescolare il fascino del passato con la cultura dell’auto moderna
I Protagonisti dell’Edizione 2026
L’edizione di quest’anno ha puntato i riflettori su anniversari pesanti e leggende del motorsport:
91 Anni di Jaguar: Il “Giaguaro” è stato il re incontrastato del weekend. La Scuderia Jaguar Storiche ha celebrato il 91° anniversario del marchio con una carrellata di modelli iconici che hanno tracciato l’evoluzione dello stile britannico, dalle linee sinuose della E-Type fino alle prestazioni della XK120.
Mal d’Africa e il Mito della Parigi-Dakar: Uno dei settori più ammirati è stato quello dedicato ai “mostri del deserto”. In esposizione le moto e le auto che hanno scritto la storia del rally-raid più famoso del mondo negli anni ’80 e ’90, portando un po’ di polvere sahariana nel cuore dell’Emilia
Le Donne nel Motorismo: Grande successo per il talk “Donne e motori, grazie di esistere”, dove professioniste e pilote si sono raccontate, abbattendo i soliti cliché e sottolineando quanto il contributo femminile sia fondamentale oggi nel restauro e nel collezionismo.
Un Evento “Diffuso” tra Arte e Collezionismo
Il punto di forza di Automotoretrò a Parma continua a essere la sinergia con Mercanteinfiera Primavera. Questo abbinamento permette ai visitatori di passare dall’ammirazione di una testata di un motore degli anni ’60 alla ricerca di un pezzo di design d’autore o di un orologio d’epoca. È un’esperienza di collezionismo a 360 gradi che attira un pubblico eterogeneo: non solo il “purista” del carburatore, ma anche giovani appassionati di vintage lifestyle
“Mal d’Africa al Femminile”: Le Regine della Dakar
L’area tematica “Mal d’Africa” è stata il cuore pulsante della fiera, ma a rubare la scena è stato il talk domenicale che ha messo in luce il lato femminile dell’avventura più dura del mondo.
Moderato dal giornalista Pierluigi Bonora, l’incontro ha visto protagoniste tre donne che hanno fatto della polvere e della navigazione il loro pane quotidiano. Carolina Tedeschi, Elena Giaveri e Rebecca Busi hanno condiviso con il pubblico di Parma non solo i dettagli tecnici delle loro imprese, ma l’anima di chi sfida il deserto.

Le Protagoniste sul Palco:
- Rebecca Busi: La giovane pilota bolognese, ormai una veterana della Dakar nonostante la giovane età, ha raccontato la resilienza necessaria per affrontare le dune, sottolineando come la preparazione mentale sia cruciale quanto quella meccanica
- Carolina Tedeschi: Nota al grande pubblico anche per il suo lavoro di divulgazione nel motorsport, ha portato la sua esperienza diretta, unendo la passione tecnica a una capacità narrativa che ha incantato la platea
- Elena Giaveri: Esperta di rally raid e avventure estreme, ha offerto uno sguardo profondo su cosa significhi organizzare e vivere una competizione che non perdona errori, dove il “mal d’Africa” diventa un richiamo irresistibile
“La Dakar non è solo una gara, è uno stato mentale. Quando sei lì, il deserto ti toglie tutto per restituirti una consapevolezza nuova.” — Questo il messaggio emerso dal confronto, che ha celebrato il coraggio e la professionalità delle donne in un ambiente storicamente maschile
La Voce degli Esperti
Non sono mancate le presenze istituzionali e i grandi nomi. L’ASI (Automotoclub Storico Italiano) ha inoltre approfittato del palcoscenico parmense per premiare i club che si sono distinti per l’attività di tutela e promozione nel corso dell’ultimo anno
Gabriele Mattia Tedesco




































































































































-Il GPS deve essere attivo (icona accesa in bianco) al momento della registrazione (accenderla un pò prima per il segnale specialmente se si deve poi far una telemetria SINCRONIZZATA al video)
Il file selezionato verrà caricato (se dovete farlo con più file, vi conviene già unire gli .mp4 in precedenza per esportare un solo .gpx)


e andiamo a prendere il file GoPro ( o insta360 o DJI se a pagamento) e importiamo
Appena importato il file video, bisogna importare il file GPX:



















































































